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NUOVI FONDI DELLA REGIONE PIEMONTE DESTINATI ALLA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA

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Nell’orizzonte della coltivazione e trasformazione della canapa in Italia si dirada qualche nebbia.

Una nuova legge del Piemonte, entrata in vigore dal 18 giugno 2021, prevede incentivi economici a sostegno della coltivazione e delle filiere della canapa. 

Cosa c’è di nuovo in questo fatto rispetto alle altre leggi regionali già presenti sul territorio nazionale?

La norma si propone anzitutto queste finalità:

  • sostenere il diffondersi della coltivazione e trasformazione della canapa
  • favorire le filiere di coltivazione e trasformazione della canapa come pianta officinale e come biomassa per estrazione ad uso cosmetico ed alimentare
  • sviluppare la formazione universitaria e negli istituti superiori per diffondere la conoscenza sulla canapa e la sua coltivazione.

Per accedere ai finanziamenti le piante dovranno essere ovviamente nate da semi certificati e potranno essere utilizzate in svariati ambiti, da quello alimentare e cosmetico, alla bioedilizia, bioenergia, florovivaismo, per il sovescio e la bonifica di terreni inquinati, oltre che per l’attività didattica e di ricerca. I prodotti ottenuti dovranno essere conformi alla normativa vigente.

Le reali novità di questa legge, rispetto ad altre emanate in altre regioni italiane, è il ritorno di diritto della qualifica della canapa come pianta officinale, l’inserimento delle paglie nella biomassa per la produzione di CBD e l’inserimento delle  infiorescenze   tra i semilavorati da fornire per la trasformazione alle attività artigianali ed industriali .

Questi aspetti della legge piemontese si evidenziano come un parziale superamento delle diverse ambiguità presenti nella normativa in vigore in Italia, attuando in parte ciò che già era stato affermato dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea nel caso francese Kanavape.

La normativa piemontese costituisce  un passo avanti per i numerosi coltivatori italiani dal momento che il Governo non l’ha impugnata  evidentemente valutandola come rientrante all’interno della competenza regionale e non  conflittuale con la normativa nazionale. 

Si può considerare positivo anche il fatto che questa normativa diventerà un punto di riferimento per il tavolo di lavoro sulla canapa istituito presso il MIPAAF contribuendo a creare una strada per l’apertura italiana alle linee già adottate all’interno dell’unione europea. Qualcosa dunque si sta muovendo, qualcosa che ci si auspicava accadesse, per portate chiarezza tra le tante ambiguità della normativa attualmente in vigore.

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